Informazione giuridica:
blog dell'avv. prof. Marco Ticozzi
Professore Aggregato di Diritto Privato presso Università Ca' Foscari Venezia | Avvocato Cassazionista iscritto all'Ordine degli Avvocati di Venezia con studio a Mestre Venezia, Treviso, Vicenza.
29 Maggio 2020

Assegno bancario pagato a persona diversa dal beneficiario: per Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769 vi è un concorso di colpa dell’emittente se l’assegno è spedito per posta ordinaria

Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769: di chi è la responsabilità se un assegno bancario viene incassato e pagato a persona diversa dal beneficiario (a soggetto non legittimato)?
Certamente si pone un problema di negoziazione e di verifica che chi chiede l’incasso sia il beneficiario, con tutti i problemi che derivano dall’alterazione dell’assegno bancario stesso e della percepibilità di tali alterazioni. Nei contenziosi sulla negoziazione degli assegni bancari si discute con frequenza anche del concorso di colpa dell’emittente laddove abbia spedito il titolo per posta, soprattutto se per posta ordinaria.
Per Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769 tale concorso di colpa vi è: del danno che deriva dall’incasso dell’assegno bancario da parte di persona diversa dal beneficiario (soggetto non legittimato) non risponde solo la banca (ove vi sia una sua colpa) ma anche l’emittente che abbia incautamente spedito l’assegno bancario per posta ordinaria.
Cass., Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769.



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Cass., Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769. Assegno bancario pagato a persona diversa dal beneficiario (soggetto non legittimato) e concorso di colpa dell’emittente che abbia spedito l’assegno bancario per posta ordinaria: introduzione

 

Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769 si sofferma proprio sulla questione ora ricordata, indicando appunto che vi è un concorso di colpa dell’emittente che abbia spedito l’assegno bancario per posta ordinaria ove poi da tale incauta azione derivi un danno (sottrazione del titolo, sua alterazione e incasso da parte di persona diversa dal beneficiario, vale a dire da parte di un soggetto non legittimato).
Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769 evidenzia anzitutto che “risulta oggettivamente difficile negare che, in caso di sottrazione di un assegno non trasferibile non consegnato direttamente al prenditore, le modalità prescelte per la trasmissione del titolo possano spiegare un'efficienza causale ai fini della riscossione del relativo importo da parte di un soggetto non legittimato: se è vero, infatti, che il pagamento dell'assegno è subordinato al riscontro della corrispondenza tra il soggetto indicato come prenditore e colui che presenta il titolo all'incasso, e quindi all'identificazione di tale soggetto, alla quale la banca deve procedere mediante l'adozione di tutte le cautele e gli accorgimenti suggeriti dalla diligenza professionale, è anche vero, però, che tale pagamento non può aver luogo in mancanza della materiale disponibilità dell'assegno, la cui presentazione alla banca ne costituisce un presupposto indispensabile. Il possesso del documento rappresenta infatti una condizione essenziale per l'esercizio del diritto in esso incorporato, allo stesso modo della qualità di prenditore di colui che presenta il titolo all'incasso: qualora pertanto la sottrazione sia stata cagionata o comunque agevolata dall'adozione di modalità di trasmissione inidonee a garantire, per quanto possibile, che l'assegno pervenga al destinatario, non può dubitarsi che la scelta delle predette modalità costituisca, al pari dell'errore nell'identificazione del presentatore, un antecedente necessario dell'evento dannoso, che rispetto ad esso non si presenta come una conseguenza affatto inverosimile o imprevedibile” (Cass., Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769 sul concorso di colpa dell’emittente che abbia spedito l’assegno bancario per posta ordinaria).

 

Assegno bancario pagato a persona diversa dal beneficiario (soggetto non legittimato) e concorso di colpa dell’emittente che abbia spedito l’assegno per posta ordinaria (Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769): il concorso di colpa

 

Per Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769 è proprio questa assunzione di rischio (spedizone dell'assegno bancario per posta ordonaria) da parte dell’emittente a giustificare un suo concorso di colpa. Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769 indica, infatti, che “tale esposizione volontaria al rischio, o comunque la consapevolezza di porsi in una situazione di pericolo, è stata ritenuta da questa Corte sufficiente a giustificare il riconoscimento del concorso di colpa del danneggiato, ai sensi dell'art. 1227, primo comma, cod. civ., in virtù della considerazione che la riduzione della responsabilità del danneggiante è configurabile non solo in caso di cooperazione attiva del danneggiato nel fatto dannoso posto in essere dal danneggiante, ma in tutti i casi in cui il danneggiato si esponga volontariamente ad un rischio superiore alla norma, in violazione di norme giuridiche o di regole comportamentali di prudenza avvertite come vincolanti dalla coscienza sociale del suo tempo, con una condotta (attiva od omissiva che sia) che si inserisca come antecedente necessario nel processo causale che culmina con il danno da lui subìto” (Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769 sul concorso di colpa dell’emittente che abbia spedito l’assegno bancario per posta ordinaria).

 

Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769. Assegno bancario pagato a persona diversa dal beneficiario (soggetto non legittimato) e concorso di colpa dell’emittente che abbia spedito l’assegno per posta ordinaria: conclusioni  


Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769, prosegue con ampia e interessante motivazione nel giustificare le ragioni per le quali si può ritenere sussistente un concorso di colpa dell'emittente laddove spedisca un assegno bancario per posta ordinaria e l'assegno venga poi incassato da soggetto non legittimato: rinviamo al testo integrale della sentenza Cass., Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769 presente nella pagina.
Le conclusioni di Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769, che derivano da quanto sopra evidenziato, sono proprio che l’emittente, assumendosi il rischio che deriva dall’invio per posta ordinaria di un assegno bancario, concorre a causare il danno ove l’assegno venga sottratto e incassato da persona diversa dal beneficiario (soggetto non legittimato). Questa, infatti, è l'enunciazione del principio di diritto contenuto in Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769: “la spedizione per posta ordinaria di un assegno, ancorché munito di clausola d'intrasferibilità, costituisce, in caso di sottrazione del titolo e riscossione da parte di un soggetto non legittimato, condotta idonea a giustificare l'affermazione del concorso di colpa del mittente, comportando, in relazione alle modalità di trasmissione e consegna previste dalla disciplina del servizio postale, l'esposizione volontaria del mittente ad un rischio superiore a quello consentito dal rispetto delle regole di comune prudenza e del dovere di agire per preservare gl'interessi degli altri soggetti coinvolti nella vicenda, e configurandosi dunque come un antecedente necessario dell'evento dannoso, concorrente con il comportamento colposo eventualmente tenuto dalla banca nell'identificazione del presentatore” (Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769 sul concorso di colpa dell’emittente che abbia spedito l’assegno bancario per posta ordinaria).
Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769: si tratta di una sentenza importante, che avrà rilievo nei contenziosi sulla responsabilità che deriva dalla negoziazione degli assegni bancari nei quali, spesso, viene in questione la corresponsabilità dell'emittente per comportamenti incauti, come quello di trasmettere l'assegno bancario per posta ordionaria.
Per il resto rinviamo al testo allegato di Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769 sul concoso di colpa dell'emittente per assego spedito per posta ordinaria: la sentenza (Cassazione, Sezioni Unite, 26 maggio 2020 n. 9769), infatti, contiene una ampia e interessante motivazione.
di Marco Ticozzi

Documenti allegati
Cassazione_Sezioni_Unite_26_maggio_2020_n_9769.pdf   |   1.0 MB - .pdf
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