Informazione giuridica:
blog dell'avv. prof. Marco Ticozzi
Professore Aggregato di Diritto Privato presso Università Ca' Foscari Venezia | Avvocato Cassazionista iscritto all'Ordine degli Avvocati di Venezia con studio a Mestre Venezia, Treviso, Vicenza.
12 Giugno 2020

Conto corrente cointestato: firma disgiunta, rapporti interni ed esterni, compensazione


Conto corrente cointestato: capita con una certa frequenza che si discuta tra cointestatari o con i creditori della titolarità delle somme presenti in un conto corrente cointestato.
In una recente sentenza della Corte d’Appello di Venezia si evidenzia anzitutto quali sono le caratteristiche di questo conto corrente cointestato e quali sono le conseguenze nei rapporti interni ed esterni. In particolare la sentenza si sofferma sul diritto della banca creditrice di compensare il proprio credito verso uno dei correntisti con l’intera somma presente nel conto corrente contestato.



conto corrente cointestato

Conto corrente cointestato: firma disgiunta e i rapporti interni ed esterni.

 

Il conto corrente cointestato è regolato dall’art. 1854 c.c., per il quale “nel caso in cui il conto sia intestato a più persone, con facoltà per le medesime di compiere operazioni anche separatamente, gli intestatari sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi del conto”.
Dunque, anche in assenza di una specifica previsione contrattuale nel contratto di conto corrente cointestato, la regola è che nei rapporti esterni i cointestatari sono debitori e creditori solidali.
La sentenza indica infatti che nel conto corrente cointestato “bisogna distinguere, dunque, i rapporti interni tra i cointestatari dai rapporti esterni, verso la banca. Nei rapporti interni, vale la regola di cui all’art. 1298, secondo comma, cc, secondo cui l’obbligazione o il credito in solido si divide tra i titolari sul presupposto che la parte spettante a ciascuno, se non risulta diversamente, deve presumersi uguale. Pertanto, entrambi i titolari del conto possono rivendicare, nei confronti dell’altro (ma non della banca) solo la metà, e non oltre, della provvista e ciascun cointestatario con potere di operare disgiuntamente, nei rapporti con l’altro soggetto, non può effettuare, senza il consenso espresso o tacito di quest’ultimo, il prelievo di una somma superiore a quella di sua spettanza” (Corte d’Appello di Venezia, 19 febbraio 2020, n. 650, Relatore dott.ssa Passarelli, sul contratto di conto corrente cointestato).
Viceversa, la sentenza precisa che nei rapporti esterni vale una differente regola per il conto corrente cointestato: “nei rapporti esterni, e, quindi, anche verso la banca, ciascuno dei due cointestatari si considera creditore o debitore per l’intero in forza del regime di solidarietà attiva e passiva disposto dall’art.1854 cc” (Corte d’Appello di Venezia, 19 febbraio 2020, n. 650, Relatore dott.ssa Passarelli, sul contratto di conto corrente cointestato).

 

Conto corrente cointestato: compensazione della banca per un credito verso uno dei cointestatari.

 

La questione centrale affrontata dalla Corte d’Appello di Venezia e se vi sia il diritto della banca di compensare il proprio credito verso uno dei cointestatari con le somme presenti nel conto corrente cointestato.
Occorre anzitutto ricordare che ai sensi dell’art. 1853 c.c. “se tra la banca e il correntista esistono più rapporti o più conti, ancorché in monete differenti, i saldi attivi e passivi si compensano reciprocamente, salvo patto contrario”.
La previsione, però, non indica se ciò è possibile anche ove uno dei conti correnti coinvolti sia un conto corrente cointestato.
Sul punto la sentenza della Corte d’Appello di Venezia indica che, alla luce della disciplina che riguarda i rapporti interni ed esterni nel conto corrente cointestato, la banca “è tenuta a consentire a ciascuno il prelievo anche dell’intera somma depositata, senza poter opporre eccezioni di sorta fondate sulla contitolarità del conto, se è stata pattuita la facoltà per entrambi i correntisti di compiere operazioni anche separatamente, come nella specie. E ciò vale tanto al momento del saldo finale del conto quanto durante lo svolgimento del rapporto stesso. Ne consegue che la compensazione del debito fideiussorio che il [cointestatario debitore della banca] aveva verso la banca in concorrenza con la somma presente nel conto, quale operazione consentita dall’art.1853 cc […] equivale ad una disposizione effettuata da uno dei cointestatari sull’intera somma depositata nel conto che la banca non poteva impedire in forza della operatività disgiunta pattuita con i correntisti, obbligati in solido verso l’istituto ex art.1854 cc.
La pretesa creditoria [del cointestatario non debitore della banca], pertanto, poteva essere fatta valere unicamente nel rapporto interno con l’altro cointestatario” (Corte d’Appello di Venezia, 19 febbraio 2020, n. 650, Relatore dott.ssa Passarelli, sul contratto di conto corrente cointestato).

 

Conto corrente cointestato: conclusioni.

 

La sentenza in esame conferma dunque che, dovendo essere tenuti distinti i rapporti interni da quelli esterni, così come il singolo cointestatario come regola generale può disporre dell’intera somma presente, allo stesso modo la banca può far valere il suo credito verso uno dei cointestatari del conto corrente cointestato sull’intera somma presente nel conto.
In entrambi i casi l’utilizzo, volontario o meno che sia, dell’intera somma presente nel conto corrente cointestato da parte di uno solo dei due cointestatari ha rilievo solo nei rapporti interni: per cui il cointestatario leso potrà agire contro l’altro per vedersi rimborsare la somma di sua appartenenza, senza poter invocare una responsabilità della banca che abbia consentito tale utilizzo o che abbia compensato il suo credito per l’intero importo presente nel conto corrente cointestato.
di Marco Ticozzi

 

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