Informazione giuridica:
blog dell'avv. prof. Marco Ticozzi
Professore Aggregato di Diritto Privato presso Università Ca' Foscari Venezia | Avvocato Cassazionista iscritto all'Ordine degli Avvocati di Venezia con studio a Mestre Venezia, Treviso, Vicenza.
30 Aprile 2019

Il Calcolo dell'Anatocismo


Oramai è divenuta di attualità la questione dell’anatocismo bancario e in particolare quella del calcolo dell’anatocismo. Spesso i clienti della banca vanno alla ricerca di chi sia in grado di effettuare un calcolo dell’anatocismo. Una rapida ricerca in internet mostra come su tale questione del calcolo dell'anatocismo si diffondono le proposte di diversi soggetti, oramai anche organizzati in forma societaria. Le proposte sono le più differenziate e talvolta addirittura gratuite.
Ma come valutarle e assicurarsi che il calcolo dell’anatocismo sia corretto?




Come effettuare il calcolo dell’anatocismo in modo corretto?

 

La domanda è volutamente posta in modo erroneo.
La questione, infatti, non è tanto se il calcolo sia corretto o meno, ma se si fondi su indicazioni corrette. Il calcolo dell'anatocismo di per sé è la mera rielaborazione contabile delle movimentazioni bancarie: l’aspetto determinante, invece, è decidere cosa vada inserito nel calcolo e cosa vada eliminato e quali criteri di calcolo dell'anatocismo utilizzare.
Il che viene spesso trascurato dal cliente della banca, il quale si può trovare a far eseguire il calcolo dell'anatocismo con una documentazione parziale o senza offrire i criteri da utilizzare. La conseguenza è quella che si trova con un calcolo non utile, perché fondato su dati non corretti, o addirittura fuorvianti, perché in ipotesi tali da spingere ad assumere decisioni che poi si rivelano infondate: come proporre una domanda in giudizio che poi non porti all’utilità sperata o che venga addirittura rigettata.
Come è possibile rilevare da un esame dei vari post presenti nel blog sul tema dell'Anatocismo Bancario, le questioni giuridiche che si possono porre su tale tematica sono le più diverse: vi è un contratto che contenga la pattuizione dei tassi o degli altri oneri? La pattuizione è valida? Vi sono state aperture di credito in corso di rapporto? Per il calcolo dell'anatocismo vi sono a disposizione gli estratti conto o vi sono solo gli scalari? Tali estratti sono completi o è necessario valutare se occorra azzerare il conto a una certa epoca? Vi è usura negli interessi applicati? A tal fine quali oneri occorre considerare nella valutazione del tasso soglia.
Si tratta solo di alcune questioni che rilevano nella decisione di quali parametri utilizzare nel calcolo dell’anatocismo bancario.
Quando un cliente mi chiede se vi è margine per agire in giudizio per contestare l'anatocismo, la prima risposta che fornisco è quella per la quale anzitutto è necessario procurarsi tutto ciò che ha il cliente e tutto ciò che ha la banca, formulando una richiesta di documentazione. Solo in tal modo si può sapere quel che c’è e, quindi, impostare la valutazione del calcolo dell’anatocismo in termini corretti.
Un esempio per tutti. Spesso, quando difendo le banche, trovo un calcolo dell'anatocismo fondato sui soli estratti scalari: talvolta la giurisprudenza ha affermato che non sono idonei a fornire la prova che grava sul correntista, con la conseguenza che la sua domanda deve essere respinta. Mi chiedo, vale la pena effettuare un calcolo dell'anatocismo sui soli estratti scalari?

 

Ma serve sempre tale Calcolo dell'Anatocismo Bancario?

 

Peraltro, neppure è detto che il calcolo dell'anatocismo sia necessario. Se la banca ha notificato un decreto ingiuntivo e occorre formulare opposizione all'ingiunzione, questa potrebbe anche essere proposta senza appunto un previo calcolo dell'anatocismo, limitandosi a contestare le varie carenze presenti nel rapporto.
Certamente un calcolo dell’anatocismo potrebbe essere utile per evitare che il giudice alla prima udienza conceda la provvisoria esecutorietà al decreto ingiuntivo oppure per fondare la richiesta di sospensione dell’esecutività già concessa: ma si tratta di un’opportunità e non di una necessità e, comunque, di una questione da valutare nel caso concreto con il proprio legale.
Il fatto è che, anche senza un calcolo dell'anatocismo di parte, nel giudizio il giudice potrà disporre una perizia d’ufficio che proceda a tale calcolo sulla base delle contestazioni sollevate.

 

Come Scegliere a chi rivolgersi per il Calcolo dell’Anatocismo Bancario?

 

Ovviamente ognuno per il calcolo dell'anatocismo deve rivolgersi a un soggetto di cui si fida. Certamente può essere al riguardo utile una collaborazione tra consulente tecnico e legale, per cui potrebbe essere proprio il difensore a suggerire un tecnico contabile al quale rivolgersi: infatti, il calcolo dell'anatocismo bancario è un’attività che generalmente viene svolta da commercialisti o società specializzate. Io stesso collaboro con commercialisti e società specializzate per il calcolo dell'anatocismo. 
L’aspetto rilevante e da tener presente è che il calcolo dell’anatocismo dovrebbe partire dall’acquisizione di tutta la documentazione disponibile e da una preventiva valutazione legale circa i criteri da utilizzare nel calcolo stesso. Quindi il previo parere di un avvocato può essere essenziale sia per impostare correttamente il calcolo e sia per sapere, prima di affidare l'incarico per il calcolo, se vi siano prospettive positive di successo della causa che giustifichino la spesa del conteggio.
Solo poi è possibile rielaborare le movimentazioni del conto (ed eseguire il calcolo) in modo adeguato, vale a dire sapendo che è una spesa utile perché la causa ha margini di successo e utilizzando dei documenti probanti e con criteri che forniscano dati attendibili: tali anzitutto da guidare nella scelta di cosa fare, perché le cause hanno oneri e non sempre conviene procedere; tali inoltre da essere poi utilizzabili in giudizio, perché si tratta di dati che verosimilmente saranno confermati da una consulenza d’ufficio o dal giudice.
Quindi, la risposta è: per il calcolo dell'anatocismo scegliete pure la società o il commercialista di cui vi fidate, magari in accordo con il vostro legale.
Chiedete però previamente un parere legale o chiede comunque al vostro legale a quale commercialista o società specializzata rivolgervi per il calcolo dell'anatocismo: il parere legale costerà verosimilmente molto meno del calcolo dell'anatocismo; vi permetterà di sapere appunto se sia conveniente la spesa per il calcolo dell'anatocismo perché la futura causa ha margini di successo; magari tale legale vi indirizzerà verso un società specializzata o un consulente che reputa capace per tale calcolo; e, soprattutto, si assicurerà che abbia i documenti necessari e gli fornirà indicazioni su quali criteri giuridici utilizzare per rielaborare le movimentazioni contabili ed effettuare appunto il calcolo dell'anatocismo. Come rilevato, un calcolo eseguito in assenza di documenti o con criteri errati può causare danni, come quello di avventurarsi in una causa che era meglio evitare.
di Marco Ticozzi
Studio legale Avvocati Mestre Venezia Treviso e Vicenza

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