Informazione giuridica:
blog dell'avv. prof. Marco Ticozzi
Professore Aggregato di Diritto Privato presso Università Ca' Foscari Venezia | Avvocato Cassazionista iscritto all'Ordine degli Avvocati di Venezia con studio a Mestre Venezia, Treviso, Vicenza.
23 Marzo 2020

Anatocismo - Anatocismo Bancario: Avvocato Mestre Venezia Treviso

Anatocismo: quale è il significato di anatocismo bancario
Avvocato e avvocati Venezia e Mestre e Treviso: l'anatocismo bancario rappresenta una delle problematiche più diffuse che coinvolgono i contenziosi, specie quelli tra la banca e i propri clienti: di questo mi accorgo giornalmente nella mia esperinza di avvocato di diritto bancario a Mestre Venezia e Treviso
Approfondiamo l’argomento dell'anatocismo bancario con una guida completa.



anatocismo bancario


Anatocismo: cosa intendiamo per anatocismo significato?

 

Quale è il significato di anatocismo?
Anzitutto, in estrema sintesi, l'anatocimo è il cacolo degli interessi sugli intressi che deriva dalla capitalizzazione degli interessi stessi: quando gli interessi vengono capitalizzati, i successivi interessi che maturano non vengano calcolati solo sul capitale originario, ma anche su tali interessi capitalizzati.
L'Anatocismo, dal profilo generale, è vietato dall'art. 1283 c.c.: la regola generale, valevole per ogni rapporto e non solo per quelli bancari, è infatti quella per cui gli interessi maturano sul solo capitale dovuto e non anche sugli interessi precedentemente maturati. Tale previsione, in particolare, prevede che gli interessi possano maturare su altri interessi (appunto questo è il significato di anatocismo bancario), salvo usi contrari, solo dal giorno della domanda giudiziale o come conseguenza di un accordo successivo alla scadenza di tali interessi e purché si tratti di interessi dovuti per almeno sei mesi.
Ove manchi tale accordo successivo al maturare degli interessi e ove manchi la domanda -come nel caso di un rapporto di conto corrente bancario che stia proseguendo fisiologicamente senza problematiche- gli interessi possono essere conteggiati solo sul capitale scaduto, essendo appunto escluso l'anatocismo.
Anatocismo avvocato diritto bancario Mestre Venezia e Treviso.

 

Anatocismo Bancario: il significato nella mia esperiza di avvocato a Mestre Venezia e Treviso

 

L'anatocismo bancario costituisce un problema che si è posto nei rapporti bancari e anzitutto nei conti correnti perché le banche e anche la giurisprudenza almeno fino al 1999 ritenevano che in tali rapporti vi fosse un uso normativo che consentisse un'eccezione alla regola generale fissata dall'art. 1283 c.c.
La previsione, infatti, vieta l'anatocismo salvi però gli usi contrari: se si ritiene sussistente in ambito bancario un tale uso di capitalizzare gli interessi nei conti correnti o negli altri rapporti contrattuali, tale pratica è ammissibile.
Il cambio di orientamento a far data dal 1999 in tema di anatocismo bancario da parte della giurisprudenza, che ha ritenuto -diversamente da prima- che il fatto che si continuasse a praticare tale capitalizzazione dell'interesse bancario non fosse un uso normativo, ha fatto emergere il problema: se quel comportamento prima era ritenuto un uso che consentiva l'anatocismo bancario, da quel momento in poi è stata ritenuta una pratica scorretta in quanto posta in essere in violazione della regola generale fissata dall'art. 1283 c.c.
La conseguenza è evidente: i conti correnti, anche per i periodi precedenti a tale cambio di orientamento, contenevano una capitalizzazione che non si poteva fare e, dunque, avevano in definitiva un saldo che del conto corrente bancario non corrispondeva a quello correttamente calcolato. Questo in definitiva è il significato di anatocismo bancario.
Anatocismo avvocato diritto bancario Mestre Venezia e Treviso.

 

Anatocismo: avvocato bancario a Venezia e Treviso. Quali sono gli interventi successivi al 1999?

 

Proprio per l'evidente impatto di tale cambio di orientamento della giurisprudenza anche sui rapporti precedenti, posti in essere in un momento in cui perfino la Cassazione riconosceva l'esistenza di un uso che legittimava tale comportamento, con il d.lgs. 4 agosto 1999 n. 342 si è intervenuti proprio in tema di Anatocismo Bancario.
Da un lato prevedendo all'art. 25, che innovava l'art. 120 del Testo Unico Bancario, la possibilità di un anatocismo da parte dei contratti futuri: infatti, veniva delegato il CICR a stabilire "modalità e criteri per la produzione di interessi sugli interessi maturati nelle operazioni poste in essere nell'esercizio dell'attività bancaria, prevedendo in ogni caso che nelle operazioni in conto corrente sia assicurata nei confronti della clientela  la  stessa  periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori". Con successiva delibera CICR 9 febbraio 2000 (è consultabile in questa pagina del sito della Banca d'Italia) veniva dunque fissato il principio per cui i contratti bancari di conto corrente possano prevedere l'Anatocismo Bancario purché contengano il principio per il quale vi è la stessa periodicità nella capitalizzazione degli interessi attivi e passivi: viceversa, in passato l'uso era quello per cui gli interessi attivi si capitalizzavano annualmente e quelli passivi trimestralmente.
Dall'altro, poi, il d.lgs 4 agosto 1999 n. 342 è intervenuto sempre in materia di anatocismo bancario sanando anche la situazione previgente, vale a dire quella dei contrati conclusi prima della delibera CICR 9 febbraio 2000: sempre l'art. 25 prevedeva infatti che "le  clausole  relative  alla  produzione  di  interessi  sugli interessi  maturati,  contenute nei contratti stipulati anteriormente alla data di entrata in vigore della delibera di cui al comma 2, sono valide  ed  efficaci fino a tale data e, dopo di essa, debbono essere adeguate  al  disposto  della  menzionata  delibera,  che  stabilirà altresì le modalità e i tempi dell'adeguamento. In difetto di adeguamento,  le  clausole  divengono inefficaci e l'inefficacia può essere fatta valere solo dal cliente". Dunque, il principio era quello per cui la capitalizzazione intervenuta prima della delibera CICR 9 febbraio 2000 veniva sanata, mentre per il futuro i contratti stipulati precedentemente a tale intervento potessero continuare ad applicare l'anatocismo bancario purché ciò avvenisse conformemente alle condizioni fissate dalla delibera stessa. Su tale ultima parte dell'intervento normativo è però intervenuta la Corte Costituzionale, che con sentenza 17 ottobre 2000 n. 425 (è consultabile sul sito della Corte Costituzionale) ha dichiarato l'incostituzionalità per eccesso di delega di tale previsione di sanatoria.
Dunque, in definitiva, ciò che resta applicabile di tale modifica del 1999 è il principio per cui i contratti bancari stipulati successivamente all'entrata in vigore della delibera CICR 9 febbraio 2000 possono legittimamente prevedere la capitalizzazione degli interessi e, dunque, l'anatocismo bancario purché tale capitalizzazione avvenga per gli interessi attivi e passivi con la stessa periodicità.
Per i contratti precedenti, invece, il problema dell'anatocismo bancario continua a porsi: in modo indiscutibile per gli interessi capitalizzati prima dell'intervento legislativo e della delibera CICR e in modo più problematico per quelli successivi, per i quali a certe condizioni è immaginabile comunque una validità dell'anatocismo bancario (si pensi all'ipotesi di sottoscrizione dopo il 2000 di nuove condizioni contrattuali o di altre pattuizioni che prevedano l'anatocismo). Su tale ultima questione rinviamo al post Delibera CICR 9 febbraio 2000, Conto Corrente e Anatocismo Bancario.
Ovviamente per le problematiche legate a tali contratti conclusi in tempi remoti si può porre un problema di prescrizione: per l'approfondimento della relativa questione rinviamo al post Anatocismo Bancario e Prescrizione.
Anatocismo avvocato diritto bancario Mestre Venezia e Treviso.

 

Anatocismo Bancario: avvocato a Mestre Venezia e Treviso. Esiste ancora? Quale è il suo significato oggi?

 

In tema di Anatocismo Bancario molto più recentemente vi è stata un'ulteriore modifica della relativa disciplina. L’art. 120 TUB (Testo Unico Bancario) è stato modificato a opera dell’art. 1, comma 629, l. 27 dicembre 2013, n. 147, che ha eliminato l'anatocismo bancario dato che dal 1 gennaio 2014 il CICR è tenuto a prevedere che “gli interessi periodicamente capitalizzati non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale”. Non è molto chiaro quale sia il significato di tale disposizione: se si indica che gli interessi si capitalizzano poi quella somma diventa capitale e, dunque, di regola dovrebbe produrre a propria volta interessi. Però dalla previsione pare emergere in modo chiaro la volontà del legislatore di vietare l'anatocismo bancario, vale a dire che gli interessi che si calcolano in un dato momento tengano conto di precedenti interessi che sono maturati. Quindi, per i contratti conclusi successivamente all’entrata in vigore di tale disposizione dovrebbe valere nuovamente l’indicazione della giurisprudenza per la quale la previsione contrattuale di anatocismo bancario è illegittima: perché si tratterebbe di una clausola contraria all'art. 1283 c.c. e anche all'art. 120 TUB come modificato. Si pone invece il dubbio di quali possano essere le conseguenze di tale regola concernente l'anatocismo bancario sui contratti in corso: certo vale il principio tempus regit actum, per cui chiaramente il contratto che preveda l'anatocismo e che sia stato stipulato nel vigore della delibera CICR 9 febbraio 2000 resterà valido e produrrà effetti sicuramente fino al 31 dicembre 2013.  Per il periodo successivo potrebbe invece applicarsi la regola dell'invalidità sopravvenuta (analogamente a ciò che fa la Cassazione per l'usura sopravvenuta dei contratti stipulati prima della riforma del 1996), vale a dire una invalidità diretta a rendere inefficaci gli effetti del contratto solo per il periodo successivo alla modifica legislativa. Il significato dell'anatocismo bancario oggi è appunto che dal 1 gennaio 2014 non potrebbero più calcolarsi gli interessi anche sui precedenti interessi capitalizzati pur in un rapporto che legittimamente avesse una clausola che prevedeva l'anatocismo bancario.
Nel 2016, infine, l'art. 120 TUB e la possibilità di capitalizzare gli interessi (anatocismo bancario) è stata modificata ulteriormente prevedendo nella sostanza una sorta di anatocismo condizionato allo specifico consenso del cliente: si prevede infatti che "1) gli interessi debitori sono conteggiati al 31 dicembre e divengono esigibili il 1º marzo dell'anno successivo a quello in cui sono maturati; nel caso di chiusura definitiva del rapporto, gli interessi sono immediatamente esigibili; 2) il cliente può autorizzare, anche preventivamente, l'addebito degli interessi sul conto al momento in cui questi divengono esigibili; in questo caso la somma addebitata è considerata sorte capitale; l'autorizzazione è revocabile in ogni momento, purché prima che l'addebito abbia avuto luogo".

 

Anatocismo: avvocato Venezia e Treviso. È un tema attuale?

 

Le problematiche connesse all'anatocismo bancario continuano ad essere motivo di contenzioso (lo posso confermare per la mia esperienza di avvocato di diritto bancario a Mestre Venezia e Treviso nonchè in tutta Italia) per una pluralità di ragioni che derivano perlopiù dai diversi orientamenti giurisprudenziali in essere (rinviamo allo specifico post su Anatocismo e Sentenze): si tratta spesso di sentenze che propongono soluzioni differenti ai medesimi problemi, che restano dunque incerti favorendo la conflittualità.
Inoltre, come in parte anticipato, alcuni orientamenti in tema di anatocismo bancario e interessi anatocistici, comportano come conseguenza che le questioni restino aperte nonostante il tempo che passa. Indicazione che vale anzitutto per la prescrizione dell'azione di ripetizione dell'indebito, che deriva dal pagamento di tali interessi anatocistici non dovuti: questa, come regola generale, si computa a decorrere dalla chiusura del conto corrente bancario, salva la presenza di rimesse solutorie nel conto. Quindi, per un conto chiuso oggi ma aperto prima del 2000 si potrà porre la questione dell'anatocismo bancario per i prossimi dieci anni.
In modo analogo, generalmente i giudici ritengono che il mero adeguamento della banca alla delibera CICR 9.2.2000 non valga per i contratti di conto corrente bancario preesistenti, a meno che non intervenga una espressa approvazione da parte del cliente: pur con una varietà di indicazioni giurisprudenziali, tale orientamento comporta che per i rapporti già in essere in quella data, salva appunto l'approvazione espressa, continui a permanere l'illegittimità della clausola che consentiva la capitalizzazione trimestrale degli interessi anche in relazione agli addebiti degli interessi anatocistici successivi all'adeguamento alla delibera CICR 9.2.2000.
Anatocismo avvocato diritto bancario Mestre Venezia e Treviso nonchè in tutta Italia.

 

Anatocismo: nella mia esperiza di avvocato a Mestre Venezia e Treviso, quali questioni rilevano nei contenziosi sull'anatocismo?

 

Sono molti gli aspetti problematici che possono venire in considerazione nei contenziosi di diritto bancario in tema di anatocismo (lo posso confermare per la mia esperienza di avvocato di diritto bancario a Mestre Venezia e Treviso nonchè in tutta Italia) e a questi abbiamo dedicato e dedicheremo numerosi post specifici, che si trovano tra quelli che riguardano proprio l'anatocismo bancario.
In questa sede ci limitiamo a qualche esempio:
- l'onere della prova per l'antocismo bancario: spetta alla banca o al cliente dimettere gli estratti conto e provare quali siano gli interessi anatocistici illegittimamente addebitati? sono sufficienti i soli scalari del conto corrente bancario per tale prova? quale è il significato di scalari del conto?
- la prova della pattuizione dei tassi di interessi: quando vi è una prova idonea? è sufficiente il contratto sottoscritto dal solo cliente?
- quali sono gli elementi di calcolo per valutare se gli interessi e gli oneri addebitati in conto rappresentino interessi usurari? vi è usura anche se i soli interessi moratori superano il tasso soglia? e in tal caso sono dovuti gli interessi corrispettivi? per la verifica del superamento del tasso soglia gli interessi contrattuali e quelli moratori devono essere sommati o vanno valutati separatamente?
- quale è il significato della commissione di massimo scoperto? è valida e a quali condizioni?
- le spese addebitate e le valute per le operazioni del conto corrente bancario: a quali condizioni sono dovute?
- anatocismo bancario e prescrizione dell'azione di ripetizione di indebito: da quando decorre il termine di prescrizione? come rilevano al riguardo le rimesso solutorie? quale significato hanno?
Queste sono alcune solamente delle problematiche che normalmente si pongono nelle cause che riguardano l'anatocismo bancario e la capitalizzazione degli interessi (la mia esperienza di avvocato di diritto bancario si basa su contenziosi a Mestre Venezia e Treviso nonchè in tutta Italia): ovviamente ognuno di tali aspetti porta a conseguenze che rilevano nel calcolo dell'anatocismo, che risulta anche molto diverso a seconda dei criteri utilizzati.
La complessità del tema e la varietà di decisioni di segno diverso consigliano attenzione in questa tipologia di contenziosi.
Rinviamo ai singoli post per l'approfondimento delle varie questioni.

Anatocismo bancario e questioni recenti nella mia esperienza di avvocato a Mestre Venezia Treviso e in Italia: nullità clausola e nuova pattuizione

 

Recentemente Cass. 12 marzo 2020, n. 7105 ha affrontato la questione della nuova pattuizione della clausola che preveda l’anatocismo bancario in un contratto che aveva una clausola nulla. Si tratta di una questione che spesso mi capita di affrontare nella mia esperienza di avvocato a Mestre Venezia Treviso e con gli avvocati con cui collaboro in tutta Italia.
In particolare, in merito a tale questione sull’anatocismo bancario, Cass. 12 marzo 2020, n. 7105  ha indicato che “in tema di anatocismo, la sostituzione della reciproca capitalizzazione trimestrale degli interessi attivi e passivi all'assenza di capitalizzazione per effetto della declaratoria di nullità della clausola contrattuale anatocistica peggiora le condizioni contrattuali applicate precedentemente a detta sostituzione, sicché, in applicazione dell'art. 7, comma 3 della Delibera CICR del 9 febbraio 2000, per cui "nel caso in cui le nuove condizioni contrattuali comportino un peggioramento delle condizioni precedentemente applicate, esse devono essere approvate dalla clientela", si rende necessario un nuovo accordo espresso tra le parti, non essendo ammissibile un adeguamento unilaterale” (Cass. 12 marzo 2020, n. 7105 sull’anatocismo bancario).
In modo non molto diverso, sempre in merito a tale questione coinvolgente l’anatocismo bancario, già Cass. 21 ottobre 2019, n. 26769 aveva indicato che “in tema di anatocismo, la possibilità di adeguare i contratti di finanziamento in essere alla data di entrata in vigore della Delibera CICR 9.2.2000 è esclusa a seguito della declaratoria di incostituzionalità del terzo comma dell'art. 25, D.Lgs. n. 342/1999, e comunque sul presupposto che l'introduzione della clausola anatocistica comporta un peggioramento delle condizioni contrattuali a danno del cliente, con la conseguenza che tale previsione deve essere espressamente approvata dalla clientela” (Cass. 21 ottobre 2019, n. 26769 sull’anatocismo bancario).

 

Anatocismo bancario. Questioni recenti nella mia esperienza di avvocato a Mestre Venezia Treviso: ammortamento alla francese

 

L’ammortamento alla francese comporta anatocismo bancario?
Si tratta di una questione che spesso mi capita di affrontare nella mia esperienza di avvocato a Mestre Venezia Treviso e con gli avvocati con cui collaboro in tutta Italia.
La recente sentenza Tribunale Milano 23 gennaio 2020 sull’anatocismo bancario lo esclude: “in materia di contratto di mutuo l'art. 1 della legge n. 108 del 1996, che prevede la fissazione di un tasso-soglia al di là del quale gli interessi pattuiti debbono essere considerati usurari, riguarda sia gli interessi corrispettivi sia gli interessi moratori. Il piano di ammortamento alla francese è caratterizzato da rate di rimborso costanti nel tempo, comprensive di un quota di capitale e da una quota di interessi corrispettivi, che, di per sé, non comporta l'applicazione dell'anatocismo, in quanto gli interessi vengono calcolati solo sul capitale residuo, quello ancora da restituire, e non già sugli interessi prodotti” (Tribunale Milano 23 gennaio 2020 sull’anatocismo bancario).

 

Anatocismo. Questioni recenti nella mia esperienza di avvocato a Mestre Venezia Treviso e in Italia: interessi su rata scaduta del mutuo e anatocismo bancario

 

Un’altra questione che si pone per i mutui, sempre legata all’anatocismo bancario, è se sia legittimo calcolare gli interessi di mora sull’intera rata scaduta, comprensiva di una quota di capitale ma anche di una quota di interessi. Ciò, peraltro, potrebbe avere rilievo anche per l’usura: ma sul punto rinviamo allo specifico post. 
La Corte d'Appello Catanzaro 16 gennaio 2020, invece, si sofferma sulla legittimità dell’anatocismo bancario rappresentato dalla capitalizzazione degli interessi corrispettivi sui quali vengono calcolati gli interessi di mora in caso di mancato pagamento della rata del mutuo: “l'art. 3 della delibera CICR del 9.2.2000, in vigore dal 22.4.2000, in relazione alle operazioni di finanziamento con piano di rimborso rateale, nello stabilire, al comma 1, che "nelle operazioni di finanziamento per le quali è previsto che il rimborso del prestito avvenga mediante il pagamento di rate con scadenze temporali predefinite, in caso di inadempimento del debitore l'importo complessivamente dovuto alla scadenza di ciascuna rata può, se contrattualmente stabilito, produrre interessi a decorrere dalla data di scadenza e sino a momento del pagamento. Su questi interessi non è consentita la capitalizzazione periodica", ha, di fatto, consentito, ove concordato tra le parti, l'anatocismo nei contratti di mutuo. Ciò posto, ove le parti, in apposita clausola, abbiano previsto che gli interessi di mora dovuti in caso di mancato pagamento delle rate di ammortamento debbano essere conteggiati sull'importo dell'intera rata, inclusa la parte rappresentata dagli interessi corrispettivi, la capitalizzazione trimestrale degli interessi a debito non soggiace alla nullità di cui all'art. 1283 c.c.” (Corte d'Appello Catanzaro 16 gennaio 2020 sull’anatocismo bancario).
Si tratta di una questione dell’anatocismo bancario che spesso mi capita di affrontare nella mia esperienza di avvocato a Mestre Venezia Treviso e con gli avvocati con cui collaboro in tutta Italia.

 

Anatocismo bancario nuovamente consentito: questioni recenti nella mia esperienza di avvocato a Mestre Venezia Treviso e in Italia

 

La sentenza del Tribunale Milano 5 dicembre 2019 si sofferma sul meccanismo di addebito degli interessi previsto nella nuova disciplina sull’anatocismo bancario, evidenziando il fatto che, se gli interessi non vengono pagati separatamente, l’addebito in conto di fatto consente l’anatocismo: “in materia di anatocismo bancario, gli interessi creditori e debitori in conto corrente vanno conteggiati con medesima periodicità e con cadenza annuale, normalmente da far coincidere con la chiusura dell'anno solare. Gli interessi così conteggiati, se risultino a debito per il correntista, divengono esigibili per l'istituto di credito solo dal primo marzo dell'anno successivo, salvo che il correntista possa autorizzare anche in via preventiva il loro addebito in conto corrente: in tale caso, divenendo capitale, produrranno a loro volta interessi, dando luogo a un fenomeno anatocistico” (Trib. Milano 5 dicembre 2019 sull’anatocismo bancario).
Si tratta di una questione che spesso mi capita di affrontare nella mia esperienza di avvocato a Mestre Venezia Treviso e con gli avvocati con cui collaboro in tutta Italia. 


Anatocismo bancario. Questioni recenti: la prescrizione

 

Rinviando al post specifico sulla prescrizione dell’azione di ripetizione di indebito per anatocismo bancario, evidenziamo che Cass. 26 settembre 2019, n. 24051 si è soffermata su questo tema indicando che “l'azione di ripetizione di indebito, proposta dal cliente di una banca, il quale lamenti la nullità della clausola di capitalizzazione trimestrale degli interessi anatocistici maturati con riguardo ad un contratto di apertura di credito bancario regolato in conto corrente, è soggetta all'ordinaria prescrizione decennale, la quale decorre, nell'ipotesi in cui i versamenti abbiano avuto solo funzione ripristinatoria della provvista, non dalla data di annotazione in conto di ogni singola posta di interessi illegittimamente addebitati, ma dalla data di estinzione del saldo di chiusura del conto, in cui gli interessi non dovuti sono stati registrati; nell'anzidetta ipotesi, infatti, ciascun versamento non configura un pagamento dal quale far decorrere, ove ritenuto indebito, il termine prescrizionale del diritto alla ripetizione, giacché il pagamento che può dar vita ad una pretesa restitutoria è esclusivamente quello che si sia tradotto nell'esecuzione di una prestazione da parte del "solvens" con conseguente spostamento patrimoniale in favore dell'"accipiens". (Rigetta, CORTE D'APPELLO ROMA, 27/04/2015)” (Cass. 26 settembre 2019, n. 24051 sull’anatocismo bancario).
Si tratta di una questione sull’anatocismo bancario che spesso mi capita di affrontare nella mia esperienza di avvocato a Mestre Venezia Treviso e con gli avvocati con cui collaboro in tutta Italia.

  

Anatocismo bancario e questioni recenti: nullità e interesse all’azione

 

Cass. 5 settembre 2018, n. 21646, invece, si sofferma sull’interesse all’azione che può ritenersi sussistente anche solo per far accertare la nullità della clausola che prevede l’anatocismo bancario in un contratto ancora aperto per escludere il diritto della banca a capitalizzare gli interessi per il futuro: “in tema di conto corrente bancario, l'assenza di rimesse solutorie eseguite dal correntista non esclude l'interesse di questi all'accertamento giudiziale, prima della chiusura del conto, della nullità delle clausole anatocistiche e dell'entità del saldo parziale ricalcolato, depurato delle appostazioni illegittime, con ripetizione delle somme illecitamente riscosse dalla banca, atteso che tale interesse mira al conseguimento di un risultato utile, giuridicamente apprezzabile e non attingibile senza la pronuncia del giudice, consistente nell'esclusione, per il futuro, di annotazioni illegittime, nel ripristino di una maggiore estensione dell'affidamento concessogli e nella riduzione dell'importo che la banca, una volta rielaborato il saldo, potrà pretendere alla cessazione del rapporto” (Cass. 5 settembre 2018, n. 21646 sull’anatocismo bancario).
Si tratta di una questione  riguardante l’anatocismo bancario che spesso mi capita di affrontare nella mia esperienza di avvocato a Mestre Venezia Treviso e con gli avvocati con cui collaboro in tutta Italia.

Anatocismo - anatocismo bancario: conclusioni


Abbiamo ricostruito l'evoluzione anche storica dell'istituto dell'anatocismo bancario.
Come evidenziano anche le sentenze recenti qui richiamate, le questioni che si pongono in questi contenziosi sono numerose e la materia, nonostante non si più nuova, è in continua evoluzione: nascono di continuo nuove questioni e, anche per quelle già affrontate, vi sono spesso sentenze di segno opposto rispetto alla giurisprudienza maggioritaria, come posso confermare direttamente per la mia esperienza di avvocato a Mestre Venezia Treviso e in tutta Italia.
di Marco Ticozzi
avvocato a Mestre Venezia Treviso e Vicenza



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