Informazione giuridica:
blog dell'avv. prof. Marco Ticozzi
Professore Aggregato di Diritto Privato presso Università Ca' Foscari Venezia | Avvocato Cassazionista iscritto all'Ordine degli Avvocati di Venezia con studio a Mestre Venezia, Treviso, Vicenza.
26 Marzo 2020

Sanzioni e Multe Coronavirus illegittime: ricorso e opposizione sanzione coronavirus


Multe per coronavirus: ricorso e contestazioni a sanzioni, multa o multe per chi non rispetta il blocco.
L’emergenza Coronavirus pone anche la questione delle sanzioni amministrative e della multa o delle multe per chi non rispetta il blocco (i limiti alla possibilità di muoversi), con le relative conseguenze legali (ricorso per opposizione e contestazione).
Il recente decreto legge 25 marzo 2020 n. 19 sul Coronavirus ha innovato la materia, depenalizzando la multa e le multe e sanzioni. Il riferimento, infatti, oggi non è più all'art. 650 cp, essendo invece prevista una sanzione amministrativa regolata dalla legge 24 novembre 1981, n. 689: la violazione, quindi, comporterà l'addebito di una multa po di multe o sanzioni amministrative, peraltro impugnabili e contestabili anche con l'assistenza di un avvocato ai sensi di tale disciplina sulle multe sanzioni amministrative (ricorso per opposizione e contestazione).
Una ulteriore questione è quale sorte abbia la multa o abbiano le multe e le sanzioni per i comportamenti posti in essere prima del decreto legge 25 marzo 2020 n. 19 sul Coronavirus, vale a dire quando la sanzione era penale ex art 650 cp. Nel DL 25 marzo 2020 n. 19 si precisa che questi comportamenti saranno comunque sanzionati con una multa o sanzione amministrativa, anche se posti in essere quando erano reati (anche qui, peraltro, è possibile fare ricorso per l'opposizione e la contestazione).



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Multe per Coronavirus: ricorso e opposizione a sanzioni, multa o multe per chi non rispetta il blocco.

 

Come noto, i recenti provvedimenti riguardanti il Coronavirus hanno disposto un blocco e una limitazione alla possibilità di muoversi (con relative sanzioni e multe).
È ora possibile muoversi per tre ragioni: per comprovate esigenze lavorative; per situazioni di necessità; ovvero per motivi di salute. È inoltre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
Ci tengo a precisare come avvocato a Venezia, ma ciò è ben evidenziato anche dallo stesso Governo, che le ipotesi in cui ci si può muovere (senza incorrere in sanzioni, multa e multe) in presenza del coronavirus sono varie e ciò deriva soprattutto dal fatto che vi è un certo margine di discrezionalità nell’indicare cosa sia lo stato di necessità: è necessario fare la spesa? Anche in luoghi distanti dall’abitazione come in un altro Comune? Anche in compagnia? È necessario portare i figli a fare una passeggiata? Anche se c’è il coronavirus si può ritenere necessario portare il cane a passeggio?

 

Multe per Coronavirus. Ricorso e opposizione a sanzione, multa o multe per chi non rispetta il blocco: la disciplina previgente e il reato ex art 650 cp.

 

In merito alle ipotesi sopra formulate di casi di necessità (che evitano un reato e dunque sanzioni, multa e multe) in cui ci si può muovere anche in presenza del blocco per il coronavirus, le risposte vanno valutate caso per caso.
Ad ogni modo, per approfondimenti rinviamo alle pagine istituzionali sul coronavirus e, anzitutto, alle ipotesi ammesse dallo stesso Governo: http://www.governo.it/it/faq-iorestoacasa
Tornando alle regole che impongono dei divieti di muoversi (cd blocco per il coronavirus), come avvocato a Venezia ci tengo a precisare che il dpcm 8 marzo 2020 indicava che non si trattava di mere multe: si indicava infatti che “salvo che il fatto costituisca più grave reato, il mancato rispetto degli obblighi di cui al presente decreto è punito ai sensi dell'articolo 650 del codice penale”.
Dunque, la violazione delle regole da parte di chi non rispettava il blocco per il coronavirus (fino al decreto legge 25 marzo 2020 n. 19) non era una mera sanzione amministrativa (come le multe in auto) ma una sanzione penale.
L’art. 650 cp, infatti, prevede che “chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica o d'ordine pubblico o d'igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a euro 206”.
La violazione del blocco per il coronavirus, dunque, poteva creare non una mera multa o mere multe ma un precedente penale, che poteva poi aver rilievo per molti aspetti della vita di ognuno.

 

Multe per Coronavirus ricorso e opposizione a sanzioni e multe per chi non rispetta il blocco: autocertificazione (dichiarazione sostitutiva di certificazione)

 

Come indicano le notizie di cronaca, sono stati già molti i controlli e le multe per il blocco che deriva dai provvedimenti sul coronavirus. E, pare, siano molte le denunce, la multa o le multe e segnalazioni di irregolarità.
Come avvocato a Venezia ci tengo a precisare che diventa quindi importante non solo uscire per valide ragioni, come detto, ma anche fare attenzione a come compilare l’autocertificazione (dichiarazione sostitutiva di certificazione) prevista dalla normativa sul coronavirus. Non solo perché deve essere veritiera (altrimenti potrebbero esserci ulteriori sanzioni, multa o multe) ma anche perché potrebbe essere un elemento utilizzabile contro il soggetto che l’ha rilasciata, ad esempio con l’indicazione di un motivo non corrispondente a quelli previsti. Fermo che una eventuale multa o eventuali multe si possono contestare con un ricorso per l'opposizione.
Segnalo un link al modulo di autocertificazione (dichiarazione sostitutiva di certificazione):
https://www.interno.gov.it/sites/default/files/allegati/nuovo_modello_autodichiarazione_26.03.2020_editabile.pdf
 

Multe per Coronavirus e sanzioni amministrative o multa o multe per chi non rispetta il blocco: il decreto legge 25 marzo 2020 n. 19 e le nuove sanzioni (opposizione con ricorso).

 

Il recente decreto legge 25 marzo 2020 n. 19 sul coronavirus (si può scaricare alla segente pagina: decreto legge 25 marzo 2020 n. 19) ha eliminato la sanzione penale per la violazione del blocco derivante dal Coronoavirus, sostituendola con una multa o multe e sanzioni amministrative (di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689, come tali impugnabili con ricorso e contestabli anche con un avvocato, ove ne ricorrano i presupposti).
L'art. 4 di tale DL 25/03/2020 n. 19 sul coronavirus prevede infatti proprio una multa o delle multe: "salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento di cui all’articolo 1, comma 2, individuate e applicate con i provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 2, comma 1, ovvero dell’articolo 3, è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 400 a euro 3.000 e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità, di cui all’articolo 3, comma 3. Se il mancato rispetto delle predette misure avviene mediante l’utilizzo di un veicolo le sanzioni sono aumentate fino a un terzo.
Nei casi di cui all’articolo 1, comma 2, lettere i) , m) , p) , u) , v) , z) e aa) , si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni".
Salvo casi particolari, quindi, la violazione del blocco previsto per il coronavirus può portare all'applicazione di una multa o di più multe o sanzioni amministrative (comunque, ove illegittime, contestabili con ricorso per l'opposizione) e non più di quelle previste dall'art. 650 cp.

Multe per Coronavirus e sanzioni amministrative o multa o multe per chi non rispetta il blocco: il decreto legge 25 marzo 2020 n. 19 e la depenalizzazione (ricorso opposizione).


Il decreto legge 25 marzo 2020 n. 19 sul coronavirus risolve anche la questione delle multe ( o multa) e delle sanzioni applicabili a chi ha violato il blocco per il coronavirus prima dell'entrata in vogore di tale decreto legge.
Come ricordato, infatti, all'epoca il rischio era quello di vedersi applicare sanzioni di carattere penale (art. 650 cp).
L'art. 4 del DL 25/03/2020 n. 19 , invece, indica anche per tali situazioni pregresse che "le disposizioni del presente articolo che sostituiscono sanzioni penali con sanzioni amministrative si applicano anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del presente decreto, ma in tali casi le sanzioni amministrative sono applicate nella misura minima ridotta alla metà".
Dunque, anche per i comportamenti pregressi in violazione dei dpcm sul coronavirus verranno applicate sanzioni amministrative e multe (o multa) per chi non rispetta il blocco (anche in questo caso, se la multa è contestabile, si può fare ricorso per l'opposizione).
di Marco Ticozzi
avvocato a Mestre Venezia, Treviso e Vicenza

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